Rispettate la democrazia
Sindaco che va, sindaco che viene. Se i risultati di Roma ci rattristano, i londinesi non se la passano meglio. Quando Ken il Rosso è stato eletto primo cittadino della city, dopo essere stato espulso dai laburisti perché troppo di sinistra, noi eravamo lì. Nei giorni prima delle elezioni la città era percorsa dai suoi famosi autobus a due piani trasformati in festosi carrozzoni con ballerini e musicisti che ricordavano ai cittadini l’appuntamento elettorale con una canzone, “Don’t forget to vote”, non dimenticate di votare, perché al di là degli schieramenti, la rinuncia al voto è uno schiaffo alla democrazia e al ricordo di chi ha lottato perché tutti avessero diritto a farsi ascoltare. L’elezione di Livingstone aveva suscitato grande curiosità, e le sue scelte, a volte controverse ma sicuramente coraggiose, sono state spesso riprese da altri paesi europei. Per otto anni il mitico Ken ha gestito una delle metropoli più complicate del mondo, governando anche le emergenze con efficienza e pragmatismo. Ma gli inglesi dicono che ci si può stancare anche delle cose buone, e così stavolta tocca al conservatore Johnson, definito da una deputata laburista “un incidente che aspettava di succedere”. Nella sua prima apparizione pubblica ha naturalmente promesso che rappresenterà tutti i londinesi; ci mancherebbe anche che, a Londra o a Roma, un sindaco potesse comportarsi altrimenti.
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