22/02/2008   19:53 1340

C’è posta… e ricordi per noi


Quando lavoravo in Germania ho scoperto l’assoluta affidabilità delle poste tedesche. Il mio capo spediva documenti importanti con la certezza che il mattino dopo sarebbero stati ricevuti. Gli inglesi sanno esattamente quando inviare i loro biglietti di auguri perché arrivino a destinazione al momento giusto. Noi italiani invece non abbiamo mai riposto grandi aspettative nel sistema postale. Siamo già contenti se la nostra corrispondenza arriva e, se la consegna avviene in tempi ragionevoli, ci sentiamo addirittura fortunati. Abbiamo un atteggiamento scaramantico e, più che fidarci del sistema, speriamo che uno spirito benevolo accompagni a destinazione le nostre lettere. La frequenza dell’arrivo di questo giornale a Milano è sempre stata imprevedibile: per molto tempo abbiamo sospettato che qualche beneventano addetto allo smistamento rubasse qualche copia. C’è stato poi il periodo in cui tutto il pacco veniva recapitato al primo abbonato, in ordine alfabetico, che doveva poi riconsegnare le copie per farle distribuire. In questi ultimi mesi, infine, il sistema è andato in tilt. Pare si tratti di una razionalizzazione delle ferie e degli straordinari, fatto sta il nuovo centro di smistamento si è intasato, per settimane non abbiamo ricevuto quasi niente e, ora che il flusso è ricominciato, ci ritroviamo arretrati di mesi. Dopo le vacanze di Natale ho ricevuto un “Quaderno” di ottobre, poi qualche copia a caso, e l’ultimo numero era così fradicio di pioggia che la prima pagina si è spappolata. Sembra infatti che i postini girino con le sacche strapiene, perdendosi la posta per strada o esponendola alle intemperie. Fa uno strano effetto ricevere gli auguri di Natale all’inizio della Quaresima, arrivano giusto in tempo per ricordarci che, se per Pasqua vogliamo scrivere a qualcuno, non c’è più tempo da perdere.
Aurora Pedicini

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