11/05/2008   16:54 662

>Grandi attese pur se tristi


Becco i miei studenti che ripassano per la verifica di diritto. Invece di arrabbiarmi, li lascio continuare, anzi li ascolto con attenzione, perché l’argomento della prova è il nostro sistema elettorale e in particolare le elezioni di questa primavera. Mi fa un certo effetto sentire ragazzi di sedici anni che snocciolano a menadito i nomi di tutti i candidati premier e le sigle dei partiti e delle coalizioni. Qualcuno arriva addirittura ad analizzare le separazioni e le confluenze che hanno portato agli schieramenti attuali. Confesso che ne sanno molto più di me e suppongo di molti altri elettori medi. Noi ci siamo limitati a fare le nostre scelte, più o meno convinte, e abbiamo tendenzialmente ignorato il resto dello scenario. Del resto, non è un momento di grandi passioni o di grandi ideali, la politica vola basso, con promesse che fanno leva sul qui e ora, senza guardare lontano. Potendo scegliere, pochissimi dei nostri studenti minorenni si sarebbero interessati spontaneamente alle elezioni. Quelli che si mettono in gioco e manifestano le proprie idee sono chiaramente influenzati dalla tradizione familiare o da un desiderio di appartenenza che segue strade neanche tanto misteriose. I miti della sinistra sono ormai lontani anni luce dalla quotidianità dei ragazzi, mentre i modelli proposti dalla destra sono onnipresenti, luccicanti e accessibili. E poi il mondo dei sedicenni ha le sue priorità. In questi giorni si decide non solo chi governerà il Paese, ma anche chi vincerà le edizioni correnti del “Grande Fratello” e di “Amici”. Solo che, mentre i risultati elettorali scivoleranno addosso a buona parte della nostra meglio gioventù, lacrime e sangue scorreranno a sostegno dei vari Francesco, Christine o Pasqualino. E’ triste, ma evidentemente ogni epoca ha gli eroi che si merita.

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