14/02/2008   11:38 1056

Scugnizzi


Con l’avvento dell’Unità d’Italia, scomparsa la figura del Lazzaro, fa la sua comparsa lo “scugnizzo”. Il termine, in dialetto napoletano, deriva da “scugnato” cioè sdentato, dai denti radi, da qui il facile sillogismo con la povertà, (privi di denti per “avitaminosi” a causa della scarsa nutrizione). Allegro e festoso, lo scugnizzo rimaneva sempre protagonista nella festa di Piedigrotta, nella quale era il principale artefice con i “putipù”, il “triccheballacche” e lo “scetavaiasse” tutti strumenti partenopei per battere il tempo musicale. Inoltre erano maestri nei giochi poveri, quelli da strada, come “’U mazz’ ‘e pivezo” e lo “Strummolo”. Memorabile rimane il contributo dato nello scacciare i tedeschi da Napoli, nel 1943, durante le 4 Giornate di Napoli, per il quale fu dedicato loro un monumento commemorativo. Lo scugnizzo spensierato allegro e vivace, seppure affamato, appartiene però alla storia di una Napoli che non è più.

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