Il mussillo
Quando si richiede al pescivendolo del baccalà è di uso comune chiedere della qualità del “mussillo”. Cosa è? Quale l’origine? Da ricerche effettuate, pochi esperti sinora si sono impegnati nel risolvere tali quesiti. Per alcuni di loro, il termine deriverebbe da quello dialettale napoletano “musso”, cioè “boccuccia”. Non può essere vero, il baccalà, in quanto acefalo, non possiede una bocca. Altri, invece, l’hanno accostato al francese “mousse”, cioè spuma morbida di pasta di pesce, unita a patate. Di tale avviso, pure Petronio Petrone, giornalista e autore dell’opuscolo “Per la gloria del baccalà”. Questi giustifica il francesismo con la porzione alta e ricca di polpa, priva di pelle e di lische, morbida come crema. In attesa, tuttavia, che si risolva definitivamente l’indagine sull’etimologia del termine, continueremo, a ogni modo, a chiedere al pescivendolo il misterioso “mussillo”, ritenendolo a ben ragione la parte più pregiata del baccalà.
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