Ragazzi down gestiscono il ristorante confiscato alla mafia


Porte e finestre blindate all’esterno del ristorante dove si svolgevano i meeting della ‘Ndrangheta nel Milanese.

E che oggi diventa osteria del buon essere. "È la prima volta in Italia che un bene confiscato alla criminalità organizzata torna a svolgere quella che era la sua funzione originaria, all’insegna però della legalità" racconta il sindaco di Rescaldina, Michele Cattaneo.

L’osteria del buon essere "La tela" prende il posto di quello che era il noto locale della zona "Re Nove": “Apparteneva a Giuseppe Antonio Medici, condannato all’interno del maxi processo 'Crimine Infinito' che portò a 300 arresti in Lombardia per reati collegati alla ‘Ndrangheta”, spiega Gaia Baschirotto di Libera.

Nell’osteria del buon essere lavoreranno anche soggetti con difficoltà, come Noemi Giudici, campionessa italiana di nuoto disabili. All’inaugurazione erano presenti ben quindici sindaci della zona: “Tutti insieme vogliamo dire che qui per la mafia non c’è posto”.

Di Alessandro Puglia

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