Dazi Usa, Trump dichiara guerra commerciale: la risposta di Ue, Cina, Giappone
(Adnkronos) - Donald Trump scatena la guerra commerciale. Il presidente degli Stati Uniti annuncia dazi reciproci nei confronti dei Paesi di tutto il mondo.
"E' la nostra dichiarazione di indipendenza economica", annuncia nel Rose Garden della Casa Bianca snocciolando i dati relativi alle tariffe che entreranno in vigore il 5 e il 9 aprile. Si parte dai dazi del 10% applicati ai Paesi meno colpiti fino ad arrivare alle 'stangate' vicine al 50% riservate ad alcuni Paesi asiatici.
A metà classifica l'Unione europea, con tariffe del 20%, e più su la Cina al 34%. "Inizia l'età dell'oro, diventeremo più ricchi", dice Trump varando il piano che ha un impatto immediato sui mercati asiatici e che provoca una valanga di reazioni.
La Ue è pronta a negoziare con gli Stati Uniti ma anche a reagire ai dazi del 20%. "Stiamo già ultimando il primo pacchetto di contromisure in risposta alle tariffe sull'acciaio e ora ci stiamo preparando per ulteriori contromisure per proteggere i nostri interessi e le nostre attività se i negoziati falliscono", dice la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, in una dichiarazione da Samarcanda, in Uzbekistan.
La Cina, colpita con dazi del 34%, annuncia che adotterà contromisure adeguate. "La Cina prende atto che il 2 aprile gli Stati Uniti hanno annunciato 'tariffe reciproche' per tutti i partner commerciali. La Cina si oppone fermamente e adotterà risolutamente contromisure per salvaguardare i propri diritti e interessi", le parole di un portavoce del ministero del Commercio. Il provvedimento americano ignora "l'equilibrio di interessi raggiunto nei negoziati commerciali multilaterali nel corso degli anni e ignora che gli Stati Uniti hanno da tempo tratto grandi benefici dal commercio internazionale. Non ci sono vincitori in una guerra commerciale". Pechino considera la svolta americana "una tipica pratica di bullismo unilaterale" e "esorta gli Stati Uniti ad annullare immediatamente le sue misure unilaterali e a risolvere adeguatamente le divergenze con i suoi partner commerciali attraverso un dialogo paritario".
Il Giappone giudica i dazi "estremamente deplorevoli" ma per il momento non annuncia nessuna contromisura immediata. "Abbiamo nuovamente informato il governo degli Stati Uniti che questa azione è estremamente deplorevole e abbiamo chiesto con forza di rivedere le misure", dice il capo di gabinetto giapponese Yoshimasa Hayashi. Tokyo valuta se i dazi americani del 24% violino le norme del dell'Organizzazione mondiale del commercio e l'accordo commerciale Giappone-Stati Uniti, firmato con la prima amministrazione Trump nel 2019. Il ministro del Commercio Yoji Muto evidenzia che i dazi siano destinati a "indebolire la capacità delle aziende giapponesi di investire negli Stati Uniti, con un impatto negativo anche sull'economia statunitense".
"Riconosco che gli annunci del Presidente di ieri sera mettono il Regno Unito in una posizione relativamente migliore rispetto, ad esempio, all'Ue. Ma per essere chiari, qualsiasi imposizione di barriere commerciali, di dazi - in questo caso tra il Regno Unito e un mercato importante come gli Stati Uniti - è per me una delusione". A dichiararlo, intervenendo questa mattina su SkyNews, è stato il ministro del Commercio britannico, Jonathan Reynolds dopo l'imposizione di tariffe del 10% da parte di Donald Trump.
"Il mio compito - ha aggiunto - è quello di rimuovere le barriere. Non voglio che vengano messe in atto, quindi ovviamente sono contento che il Regno Unito sia in una posizione migliore rispetto ad altri Paesi, ma non sono soddisfatto". "Il lavoro non è concluso". Reynolds ha poi chiarito che adotterà "tutte le misure" necessarie per proteggere il Regno Unito dai possibili più ampi impatti dei dazi.
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