Roma, tutti intorno al vice brigadiere Cerciello Rega. Conte: "Bene l'Arma su autore bendaggio"


Un fiume di gente, stretta nell'alveo che conduce alla cappella di piazza Monte di Pietà a Roma. Il temporale non li fa tracimare altrove: aspettano, composti, di poter dare l'ultimo saluto al vice brigadiere Mario Cerciello Rega.

La camera ardente è stata allestita a pochi passi dalla caserma dei Carabinieri di piazza Farnese, dove da anni Rega prestava servizio. Semplici cittadini insieme a rappresentanti di tutte le forze dell'ordine a partire dal comandante dell'Arma Giovanni Nistri , il vice capo della polizia , o il capo di stato maggiore della difesa . Hanno reso omaggio a Cerciello anche la sindaca Raggi e il premier Conte che commentato con un lungo post il fatto. Nell'esprimere il dolore per la giovane vita spezzata e stringendosi intorno ai familiari del carabiniere, Conte ha commentato anche la vicenda della foto che ritrae uno dei due giovani americani bendato: "Riservare quel trattamento a una persona privata della libertà non risponde ai nostri principi e valori giuridici, anzi configura gli estremi di un reato o, forse, di due reati" ha sottolineato Conte.

Oggi, lunedì 29 luglio alle 12 a Somma Vesuviana, nella chiesa dove il vicebrigadiere si era sposato solo un mese fa, i funerali, che saranno trasmessi in diretta su Rai1. Il giudice per le indagini preliminari ha convalidato il fermo dei due giovani statunitensi accusati di concorso in omicidio e tentata estorsione. Elder Finnegan Lee e Christian Gabriel Natale Hjort hanno confessato il delitto dopo un lungo interrogatorio in caserma : il primo ha ammesso di essere l'autore materiale dell'omicidio. Molti ancora tuttavia sono i punti rimasti oscuri della vicenda a cominciare dal depistaggio posto in essere dall'informatore Sergio Brugiatelli che ha fatto scattare l'operazione indicando in due cittadini nord africani come gli autori del furto del borsello al posto dei due americani. Intanto è stato individuato dai carabinieri il pusher, un 40enne italiano, che ha venduto aspirina al posto della droga ai due californiani. Mentre Brugiatelli, che al momento resta soltanto vittima di un furto (il furto del borsello) è l'intermediario della vicenda e definito informatore.

Il pusher è un italiano, già noto alle forze dell’ordine per stupefacenti, che non è stato denunciato dai Carabinieri ancora perché al momento del controllo non aveva con sé la droga. La foto che ritrae uno dei due presunti responsabili dell'uccisione ammanettato e bendato, e circondato dai carabinieri, ha fatto il giro del mondo. L'immagine è circolata prima in una chat interna e poi online, scatenando le polemiche.

Sulla vicenda l'Arma ha avviato un'indagine interna mentre la Procura di Roma, nella persona del procuratore aggiunto Michele Prestipino, ha aperto un fascicolo di inchiesta. Il militare che ha bendato il ragazzo, e che per questo sarà trasferito, è stato individuato dopo poche ore e ha reso una motivazione: «Abbiamo deciso di mettere la benda - si è giustificato con i suoi superiori il militare - perché sui monitor che c’erano nella stanza, scorrevano delle immagini e dei dati importanti per altre inchieste, e l’indagato non doveva vederle. Le manette e le mani dietro la schiena, invece, le abbiamo dovute mettere perché temevamo che potesse darsi alla fuga». Dovrà rispondere dell’accusa di violenza privata e maltrattamenti e rischia la sospensione dal servizio. Si cerca ancora l'autore dello scatto e della sua diffusione che potrebbe rispondere del reato di mancata denuncia.

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