rete campus 13/03/2019   13:1 414

Rete Campus Benevento: “Serve l’opposizione d’ufficio”


"L’opposizione di ufficio vuole dire istituire quegli organismi che le istituzioni già prevedono e che consentirebbero agli amministratori di lavorare con la città e ai cittadini di abitarla”.

«Di fronte al pericolo sempre dietro l’angolo di restare vittime di ingiustizie, omissioni, attentati contro la dignità della persona e della qualità della vita, non sempre i cittadini possono difendersi utilizzando gli “avvocati” scelti con l’elezione per il consiglio comunale. A volte essi si dimostrano inadeguati. Ma per designarne altri bisogna utilizzare un’arma che è disponibile solo ogni cinque anni: il voto. Il Comune, erogatore di giustizia sociale, deve garantire allora ai cittadini una “difesa d’ufficio”, uno strumento che possa a volte trasformarsi in “opposizione d’ufficio”. L’amministrazione comunale infatti non gode di grande opposizione, con il risultato che viene a mancare, oltre che il controllo democratico su atti e modalità di governo, anche un incentivo a mettercela tutta per portare avanti iniziative che risultassero valide».

È quanto scrive Rete Campus Benevento in una ota-documento inviata al sindaco Clemente Mastella e al presidente del Coniglio comunale, Luigi De Minico, con la richiesta di attivare strumenti di partecipazione più trasparenti e coinvolgenti delle varie fasce dei cittadini.

«Purtroppo la scarsa preparazione “atletica” delle cosiddette spine nel fianco non consente loro di sostenere il necessario pressing se non per periodi brevi, e in questo vulnus di continuità la gestione del potere diventa facilmente monocrazia, da cui discende l’eterna prassi di nomine, consulenze, incarichi, colpi ad effetto (questi rischiano di diventano la vera strategia), piccole soluzioni ordinarie fatte passare per eventi. L’opposizione di ufficio vuole dire istituire quegli organismi che le istituzioni già prevedono e che consentirebbero agli amministratori di “lavorare con la città” e ai cittadini di “abitarla”. In sostanza semplici ma necessari strumenti di partecipazione e democrazia per garantire il corretto funzionamento del “Condominio Benevento”».

Da Rete Campus, dunque, l’invito rivolto al per: «riprendere tra le mani le istruzioni per l’uso che egli stesso aveva scritto nell’avvicinarsi alla sfida elettorale: “Con umiltà e spirito di servizio…”. Parole che richiamano a una partecipazione dei cittadini sistemica e non emergenziale, strutturale e non episodica, sincera e non strumentale. La vera sfida è un governo partecipato con il contributo delle varie realtà “condominiali” che vengono al contrario ridotte a semplice bacino di drenaggio di consensi in chiave elettorale».

Da qui, le richieste:
«1) l’elezione dei consigli di quartiere perché essi diventino scuola di democrazia (Capo Il dello Statuto, art.73);
2) il forum permanente delle contrade cittadine.
3) Il referendum consultivo online su alcuni temi di maggiore impatto sociale (Statuto comunale, Cap IV, articoli 79, 80, 81 e 82).
4) Il programma “Città civile” con il distacco di giovani impiegati nel servizio civile nazionale da destinare a progetti comunali annuali.
5) la redazione e l’applicazione del regolamento per la gestione dei beni comuni.
6) l’istituzione (Cap. II dello Statuto, art. 74) della “Conferenza Economica Cittadina” con compiti consultivi di supporto alla programmazione e alla promozione dello sviluppo nei settori delle attività industriali, commerciali, artigianali e agricole.
7) l’istituzione della “Conferenza degli Enti e degli Operatori Culturali” per valorizzare e tutelare le risorse e i beni culturali, potenziare gli studi di storia locale e coordinare gli interventi nel settore delle attività culturali in generale (Cap. II dello Statuto, art. 74)».

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