Protesta Ospedale 04/04/2019   11:6 1106

Ospedale Sant'Agata, sciopero prosegue. Proposta da Consiglio. Ministro Grillo: "Non vi lasciamo soli".


Martedì scorso alla Camera dei Deputati vi era stato anche l'intervento dell'on. Angela Ianaro mentre sulla vicenda è intervenuta anche Sandra Lonardo che si chiede: "bisognava attendere lo sciopero della fame?".

Prosegue senza sosta la battaglia per la sopravvivenza dell’Ospedale Sant’Alfonso Maria de’ Liguori di Sant’Agata de’ Goti. Da sabato, tre donne (alla quale si è aggiunta anche una quarta persona) del Comitato Civico Spontaneo “Curiamo la Vita” si sono incatenate dinanzi al presidio ospedaliero saticulano ed avviato lo sciopero della fame.

Un gesto estremo, teso a richiamare l’attenzione sulla situazione delicatissima che si vive non solo nel centro saticulano ma in tutta l’area servita dal nosocomio. Nei giorni scorsi dinanzi all’Ospedale anche una grande manifestazione e gli appelli lanciati per salvare la struttura. Appelli che da più parti sono giunti anche all’indirizzo delle scioperanti che però non hanno alcuna intenzione di fare marcia indietro.

Martedì sera, il caso De’ Liguori era approdato anche in Parlamento con la deputata Angela Ianaro (Movimento 5 Stelle) che alla Camera ha esposto quanto stia accadendo nel Sannio.
“Porto all'attenzione dell'Aula – ha detto la deputata sannita – il grido di dolore che anima dallo scorso sabato la protesta dei cittadini di Sant'Agata de' Goti, in provincia di Benevento, costretti in pochi mesi per la terza volta ad esporsi pubblicamente in difesa del locale presidio ospedaliero, il Sant'Alfonso Maria de' Liguori, una struttura fino allo scorso anno pienamente funzionante e punto di riferimento di una vasta comunità, classificato come spoke nella rete trauma, poi a poco a poco oggetto di un progressivo smantellamento che ha ridotto i reparti per effetto di un accorpamento voluto dal commissario ad acta, che ne ha stabilito l'annessione all'ospedale Rummo di Benevento per la nascita di un polo oncologico. Ma, nel febbraio 2018 l'ospedale viene riconvertito da ospedale per acuti ad ospedale per post acuzie, il Pronto Soccorso viene disattivato e in suo luogo istituito un Punto di primo intervento, la cui responsabilità clinica e organizzativa ricade sull'azienda ospedaliera Rummo. Lo scorso novembre, dopo una strenua battaglia condotta a livello regionale e parlamentare, è stato confermato a Sant'Agata il punto di accesso alla rete di emergenza, ma, incomprensibilmente, come Pronto Soccorso in zona disagiata, che ha portato alla chiusura del reparto. Questo episodio ha dato avvio a una protesta vibrante da parte dell'intera popolazione, non solo di Sant'Agata ma anche dei paesi limitrofi. La protesta ha assunto rilievi drammatici, se pensiamo che ci sono tre mamme che si sono incatenate e portano avanti lo sciopero della fame da sabato”.

Nella serata di ieri era invtervenuta anche Giulia Grillo, ministro della Salute. “Il Ministero – ha spiegato Grillo – ha sempre avuto grande attenzione per l'Ospedale di Sant'Agata de' Goti per la particolare importanza che riveste in quel territorio. Nella prima versione del piano ospedaliero presentato dalla Regione Campania era stato del tutto chiuso. Abbiamo chiesto al commissario De Luca di salvarlo, trasformandolo in ospedale di zona disagiata. Inoltre, in risposta alla grande sollecitazione dei cittadini abbiamo accolto le richieste di deroga alla legge lasciando aperti i reparti di terapia intensiva e oncologia. Ricordo che le modalità di applicazione del DM 70 sono decise dalla Regione. Ho chiesto ai miei uffici di mandare i tecnici del ministero per verificare le condizioni operative e che sia realizzato quanto indicato nel piano ospedaliero.La situazione mi sta a cuore e chiedo alle donne, che sono mamme come me, e a chi sta protestando da giorni di sospendere immediatamente lo sciopero della fame. Non vi lasciamo soli”.

Dopo le parole del ministro Grillo è entrata nuovamente nel dibattito anche Sandra Lonardo, senatrice sannita di Forza Italia. “Siamo davvero contenti che il ministro della Salute, Giulia Grillo, si sia intenerita per il generoso gesto delle donne che stanno difendendo a Sant’Agata de’ Goti – ha detto lady Mastella – con dignità, il diritto costituzionale alla salute. Mi chiedo: bisognava attendere lo sciopero della fame? Perché il Ministro non ha mai risposto alle mie tante interrogazioni sull'ospedale di Sant’Agata e di Benevento? I problemi erano uguali ad ora. Quale sarà la sua risposta? La attendiamo. Non ci è piaciuto, in questo periodo, il balletto delle responsabilità tra Regione e Ministero. Ci hanno sempre risposto infastiditi e senza alcuna eleganza istituzionale. Intanto, mentre loro discutono e fanno promesse, gli ospedali, a Benevento e provincia, muoiono”.

Continua a battagliare il Comune di Sant’Agata de’ Goti. Ieri sera, mercoledì 3 aprile alle ore 18.45, a Palazzo San Francesco si è riunita la Conferenza dei Capigruppo consiliari. Presenti il Presidente del Consiglio Angela Ascierto, i capigruppo Renato Lombardi per “PD”, Luigi Michele Di Nuzzi per il “Gruppo Di Nuzzi” e Giannetta Fusco per il gruppo “Avanti”, il sindaco Carmine Valentino e l’assessore Marco Razzano. Una Conferenza convocata al fine di dare seguito ad azioni e procedure già intraprese in merito alla problematica ospedaliera ed in seguito alle ultime proteste indette dal Comitato Civico "Curiamo Ia Vita" a causa della chiusura del reparto di Ortopedia dell'ospedale S. Alfonso P.O. dell'AoRN S. pio, iniziate lo scorso 30 marzo.

“L'ulteriore esigenza – si legge nel documento diffuso dai capigruppo – nasce dalla irremovibile intenzione dei manifestanti a non voler sospendere tali manifestazioni, a tratti critiche in quanto è stato posto in essere anche lo sciopero della fame da parte di alcuni di essi. La Conferenza dei Capigruppo prende atto della nota inviata, da parte del sindaco, a Francesco Antonio Cappetta, prefetto di Benevento il 30 marzo 2019. ll Sindaco relaziona riguardo le attività svolte il giorno 1 e 2 aprile con particolare riferimento all'incontro avuto in Prefettura dove tra l'altro, ha chiesto al prefetto, quale massima carica di Governo, di presiedere il tavolo tecnico richiesto, sostenuto anche dagli altri sindaci del comprensorio. Per la crescente mobilitazione e tensione nella comunità, per le preoccupanti condizioni di salute delle manifestanti in sciopero della fame e di una situazione generale che potrebbe, in qualsiasi momento, degenerare incidendo sull'ordine pubblico, la Conferenza dei Capigruppo ritiene fornire, con il dovuto rispetto nei confronti dei livelli decisionali preposti, un contrìbuto per la risoluzione ella problematica con una proposta che possa rappresentare, allì’istituendo tavolo istituzionale, una risposta definitiva”.

“A seguito di una discussione approfondita – si legge ancora nel documento – si propone di sottoporre, ad horas, tramite il prefetto di Benevento, al Commissario ad acta per la sanità campana e al Ministero della Salute, la seguente proposta, che sarà sottoposta al prossimo Consiglio Comunale a convocarsi”.

Da qui la decisione unanime della Conferenza dei Capigruppo, “in considerazione della particolarità del bacino territoriale di utenza rispetto al posizionamento del Presidio Ospedaliero di riferimento più prossimo, dei noti disagi sia infrastrutturali che logistici, della conformazione del territorio”. La proposta, prevede che per il Presidio Ospedaliero Sant’Alfonso Maria de Liguori: “possa essere programmato e attuato un Presidio Ospedaliero di Base, così come previsto dal D.M. 70/2015 oltre all’attuazione e realizzazione del previsto polo oncologico, conformando nel contempo gli strumenti di pianificazione sanitaria e conservando tutti i servizi già operativi nella struttura stessa. La stessa proposta è finalizzata all’esclusiva salvaguardia dell’interesse delle comunità locali e dei singoli cittadini per la tutela del fondamentale diritto alla salute in un Sannio che non può accettare spoliazioni di servizi essenziali, il tutto in coerenza anche delle richieste e bisogni manifestati dai cittadini stessi”.

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