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Mariani carica il Benevento in vista dei playoff: "Se resti concentrato non hai rivali"


E’ un Mariani a 360 gradi quello che ha parlato a IlQuaderno.it. Come sempre, il ‘Guerriero’ Pedro ha affrontato con serenità e senza peli sulla lingua diversi argomenti.

“Se a questo Benevento vogliamo proprio trovare un pelo nell’uovo, posso dire che ho avuto la sensazione che si sia trovata la quadratura un po’ tardi. Ripeto, la sensazione che ho avuto, al di là degli infortuni, è che si sia impiegato troppo tempo per cercare di fare degli esperimenti. Si tratta - comunque - di andare a cercare il pelo nell’uovo perché Bucchi ha fatto un buon lavoro. Fino alla decima in classifica parliamo di organici importanti, non lo dimentichiamo. Credo che il rammarico sia stato proprio questo. Il Lecce è lì a sei punti. Per il resto è stato un Benevento forte, tosto”.

Adesso è tempo di playoff e Pedro carica il suo ‘amore giallorosso’: “E’ normale che adesso bisogna azzerare tutto. Con i playoff inizia un nuovo mini - torneo. I valori si livellano molto e la differenza la fa il dettaglio. Credo che oltre all’aspetto mentale sia fondamentale la gamba. Nonostante il clima ci stia dando una mano, in questi periodi – solitamente - ci sono temperature importanti. Ricordo che quando giocammo a Lecce c’erano 38 gradi. Noi eravamo molto meno forti perché loro avevano una rosa importante, ma con il grande preparatore Armando Fucci facemmo una sorta di richiamo di preparazione. In una percentuale da 0 a 100 credo che la tenuta fisica sia importante al 40- 50%. Poi conta la voglia e la determinazione. Per questi playoff sono ottimista”.

"Ti dico una cosa – continua Pedro - contro il Brescia il Benevento ha vinto una partita importante. Non guardiamo l’aria di festa che c’era. Loro volevano vincere. Io ho giocato a Brescia tre anni e posso assicurarti che non ci stanno a perdere neanche a briscola. Conosco i tifosi bresciani. Il Brescia la partita l’ha giocata. Il Benevento ha giocato e vinto partite in campi dove non era facile giocare. La stessa gara di Crotone - ad esempio - è stata persa dopo aver dominato. Non è facile andare a Crotone e giocare in quel modo. Sono campi dove non ti lasciano giocare bene per tante cose. Lo sappiamo tutti perchè certe situazioni le abbiamo vissute”.

La Strega, in un certo senso, è come se fosse padrona del suo destino: “ Il Benevento ha calciatori di esperienza che hanno giocato i playoff. Nella gara secca o in quella doppia è duro da battere. Se non commette sciocchezze, gioca concentrato e non fa errori dalla metà campo in giù, è la squadra favorita di questi playoff. Non lo dico per l’amore che mi lega a questi colori e alla città. Vedo un ambiente a mille, gasato e sereno. La serenità è importante perché quando vai a giocare i playoff off senza problemi economici è un aspetto che incide molto”.

Comunque vada, il lavoro di Bucchi è da considerare positivamente: “Per quanto riguarda il mercato e la guida tecnica, partiamo da un fatto: Bucchi è arrivato terzo e non è poco. Faccio una considerazione: viviamo un calcio dove non puoi più sbagliare e non puoi più perdere una partita. E’ un calcio mediatico, difficile, che non ti lascia più il tempo per aspettare i giovani e lasciarli esordire con serenità. Non c’è tempo nemmeno per gli allenatori. Bucchi è un tecnico che si sta giocando la serie A e credo che abbia fatto un campionato importante.

Tocchiamo quello che vogliamo, ma se non dovesse riuscire ad approdare in serie A ha dimostrato di valere la riconferma. Bucchi è sempre stato in zona playoff, in alcuni momenti anche secondo. Io lo confermerei, magari andrei a puntellare la squadra, soprattutto in caso di serie A”.

Oggi viviamo un calcio fatto di leggi e regole approssimative. Il caso Palermo lo dimostra: “Purtroppo sì – conferma Pedro - bisogna semplificare le leggi e le condanne. E’ giusto ricorrere in appello, ma il caso dei rosanero è evidente. A me dispiace perché si tratta di una società alla quale mi legano dei ricordi che risalgono agli esordi. Chi ha sbagliato - però - è giusto che paghi. C’è chi ha pagato per molto meno. Bisogna restituire credibilità al calcio. Lega e Federazione devono fare qualcosa: cambiano gli uomini ma alla fine resta sempre tutto uguale”.

“Tornando al Benevento – conclude Pedro - voglio spendere due parole per Vigorito: lui è un presidente che reputo un patrimonio di questa città per quello che ha fatto. Lo stadio rischiava di cadere a pezzi e gli andava come minimo regalato. Il campo Avellola abbandonato, quello di Paduli era un campetto. Guardate cosa è diventato il Carmelo Imbriani. Io mi sento uno di voi e vi dico una cosa: Vigorito è una persona ambiziosa e se torna in A non scende più. Lui è un vincente”.

Claudio Donato

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