Cormorani Oasi LIPU 09/01/2019   8:57 1166

LIPU Benevento. Caccia illegale: a rischio il più importante dormitorio invernale di cormorani della provincia


Alcuni attivisti della Sezione LIPU di Benevento sono stati protagonisti nell'ultimo fine settimana di un'azione che ha portato alla localizzazione e alla segnalazione alle Forze dell'Ordine competenti di cacciatori irrispettosi delle leggi e dei vincoli di tutela territoriale.

Nell'Oasi “Zone Umide Beneventane”, creata dalla Provincia di Benevento nel 2008 e che la LIPU gestisce dall'estate del 2013 - denuncia l'associazione - si è verificato un grave atto di bracconaggio che ha portato a spaventare e a disperdere numerosi esemplari di cormorano (Phalacrocorax carbo) nel più consistente dormitorio invernale di tutta la provincia di Benevento.

Questo uccello acquatico arriva in autunno inoltrato nel Sud Europa per svernare e si disloca sia lungo le coste sia lungo i corsi d'acqua e laghi delle aree interne nutrendosi prevalentemente di pesci. Sul far della sera decine e decine di esemplari si riuniscono su pochi alberi ravvicinati per trascorrere la notte. Il dormitorio - localizzato nel territorio comunale di Castelpoto - raccoglie circa 200 esemplari di cormorano oltre a diversi aironi cenerini. Gli spari dei fucili da caccia hanno terrorizzato i cormorani che si sono involati, e mentre diversi esemplari si sono allontanati dalla zona altri hanno più volte sorvolato l'area del dormitorio senza posarsi di nuovo.

Due attivisti della LIPU, il delegato locale Marcello Stefanucci e Carmine Pucillo impegnati nell'oasi per attività di controllo e monitoraggio, allertati dagli spari, si sono messi alla ricerca dei trasgressori. "Le oasi di protezione - ricordano gli attivisti LIPU - sono aree inibite alla caccia, così come previsto dalla Legge n.157/1992 'Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio', istituite grazie ai Piani faunistici venatori provinciali (art.10) per essere destinate al rifugio, alla riproduzione ed alla sosta della fauna selvatica".

La Sezione LIPU di Benevento è stata, sin dal 2002, la promotrice dell'istituzione dell'Oasi “Zone Umide Beneventane” producendo documentazione particolareggiata che dimostrava la ricchezza faunistica dell'area delle confluenze fluviali e torrentizie del Calore presso la città di Benevento, atti questi che sono stati vagliati dalla Società Sannio Europa, redattrice del Piano Faunistico Venatorio Provinciale 2007-2011 per conto della Provincia di Benevento, portando all'istituzione di questa oasi che protegge la più importante zona umida dell'ambito provinciale insieme a quella del Lago di Campolattaro. 

I due attivisti della LIPU hanno individuato i bracconieri, avvertito i Carabinieri Forestale che prontamente si sono mobilitati - ed hanno frattempo scattato delle foto dei cacciatori. Su questi fatti la Sezione LIPU di Benevento invierà un esposto al Gruppo provinciale dei Carabinieri Forestale e spingerà per prevedere dei controlli più stringenti nell'oasi, ma farà anche in modo da organizzare attività di vigilanza con guardie venatorie LIPU.

La LIPU beneventana sta predisponendo anche una richiesta all'Ufficio Caccia e Pesca della Regione Campania per poter porre nuove tabelle lungo i confini dell'oasi che segnalino in maniera più marcata rispetto ad ora la sua presenza, visto che la precedente tabellazione è stata effettuata circa 10 anni fa e molti cartelli sono stati danneggiati dalle intemperie oppure sono stati distrutti volutamente. Ma, precisano gli attivisti Lipu, questo non giustifica i cacciatori di frodo perché l'area che occupa l'oasi è ben segnata sulla cartografia del Piano Faunistico Venatorio Provinciale di Benevento. C'è altresì da considerare che la Legge “Delrio” ha portato al depotenziamento delle Province trasferendo diverse competenze alle Regioni, tra cui in Campania con la Legge regionale di attuazione n.14/2015 quelle relative alla caccia e alla gestione delle oasi di protezione, e in tutto questo la LIPU non riceve finanziamenti per la gestione più prettamente faunistica dell'Oasi “Zone Umide Beneventane” da ben due anni. 

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