I Musicalia: una musica fra radici e ali
Recuperare le radici per costruire nuove ali. Forse è questo, in fondo, il senso del lavoro dei Musicalia, gruppo sannita nato negli anni ‘70 dalla passione e dall’esperienza dei fratelli Amerigo e Marcello Ciervo, in un progetto di catalogazione, studio ed esecuzione della musica di tradizione del Sannio beneventano.
Il percorso dei fratelli Ciervo, da sempre impegnati in ambito culturale e di ricerca, nasce dal desiderio di eseguire una musica che rappresenti, come ci raccontano, “una novità antica”, un’ossimorico ma interessantissimo repertorio “nella quale una comunità possa riconoscersi, e uomini e donne, magari al di là dell’Atlantico, scoprire delle emozioni e dei valori condivisi.”
Ricerche, dischi, concerti, seminari e lezioni in Italia e all’estero… e le esperienze più significative sono sempre l’ultima e quella ancora da vivere. “Ci sono tante persone, luoghi, incontri nella nostra storia che non basterebbe un libro per raccontarle” ci confessano i fratelli Ciervo. “Da Michele Straniero a Diego Carpitella, da Alfonso Di Nola a Clara Gallini, da Roberto De Simone a Peppe e Concetta Barra, da Vittorio Mezzogiorno a Marco Tullio Giordana. E poi le Bisserov, i fratelli Mancuso, Giovanna Marini, il Terem Quartet, le voci dei nostri informatori, Bruges, i college statunitensi, l’esperienza in Bulgaria, il teatro Chatelet a Parigi con la Serenata, le varie edizioni di Folkest, le Città-spettacolo, i tantissimi lavori nelle scuole… Dipanare il filo dei ricordi non è semplice. Qui però vorremmo ricordare Peppe Fucci che non c’è più.”
Un crogiolo di esperienze altamente costruttive a livello sia artistico sia umano, senza però mai perdere di vista l’intento di proteggere un tale prezioso lavoro da chiunque volesse appropriarsene per alterarlo nella sua natura più profonda. Ed è forse da questo istinto di auto-conservazione che nasce anche il proposito di non partecipare a gare e concorsi, perfettamente compensati dai successi che ormai da anni i Musicalia riscuotono presso pubblico e critica. Un iter non facile, quello di affermazione nell’ambito della musica di tradizione. Tasto delicato, questo, riguardo al quale i fratelli Ciervo ci riportano la loro diretta testimonianza. “Negli anni ’80 la musica di tradizione ha affrontato un periodo di grande oscurità, durante il quale in Italia sono usciti non più di una decina di dischi, fra cui il primo dei Musicalia, recensito dal compianto Michele Straniero. Poi è iniziata una ripresa via via sempre più estesa e, invero, un po’ ambigua. Canzoni dei sanfedisti spacciate come canti rivoluzionari, briganti presentati come una sorta di antesignani di Che Guevara, pizziche intese e spiegate come balli di corteggiamento, e poi le medesime prassi esecutive, il medesimo suono, nessuna cifra stilistica. Insomma: nel “popolare” ci si sono buttati tutti” e i Musicalia con questo approccio inconsapevole e superficiale alla musica, non hanno nulla da spartire.
Strettamente connessa all’esperienza esecutiva e sul campo è poi anche l’iter editoriale che da anni Amerigo e Marcello Ciervo portano avanti. “Abbiamo sempre curato, fin dalla nostra prima pubblicazione, nel 1983, la diffusione di ricerche da noi effettuate sul folklore, sulla storia religiosa e sull’antropologia culturale”. Ed ecco allora “Quaraesima è fernuta”, testo dedicato in tempi non sospetti all’uso dei materiali folklorici in una programmazione scolastica, “Miti, riti e credenze del Sannio beneventano”, “Tommaso Giaquinto ritrovato”, “La memoria del viaggio” e tutta una serie di altre interessanti pubblicazioni, tutte supportate da un approfondito studio storico-culturale. Fra gli
ultimi lavori, un libro scritto in occasione del trentesimo anno di vita dei Musicalia, dal titolo vagamente ispirato a Lévi-Strauss, “Io lavoro nella musica”, e uno dedicato al paese natìo dei fratelli Ciervo, Moiano, in uscita a settembre.
Il progetto di fare della musica di tradizione un’esperienza culturale a tutto tondo, perfettamente inquadrabile in un approccio anche didattico e scolastico, è sicuramente uno dei punti di forza dei Musicalia, nella consapevolezza dell’importanza che anche del riscontro da parte dei giovani, a cui i fratelli Ciervo prestano da sempre grande attenzione. “Il rapporto con i giovani è fondamentale”, ci spiegano. “Questo è un momento estremamente delicato perché sulla musica popolare si sta compiendo la stessa operazione portata avanti nella seconda metà dell’ottocento quando una scelta estetica e ideologica contribuì a costruire un’immagine del mondo popolare napoletano ad uso dei turisti, un po’ cartolinesca e bozzettistica, molto falsa e di maniera. Con i giovani, viceversa, si deve essere onesti. Anche severi e andare controcorrente, se necessario.”
E questo, del resto, Amerigo Ciervo, stimato professore di filosofia e storia presso il Liceo Classico Giannone della nostra città, lo sa molto bene. Il suo ruolo di docente si accorda perfettamente con il progetto di ricerca culturale e musicale, che anzi forse attraverso di esso si arricchisce ed amplia ulteriormente. Un inno alla cultura a 360° che egli da sempre cerca di inculcare ai suoi studenti, entusiasti e fieri di avere un professore così. Il segreto? “I miei studenti sanno che il mio rapporto con loro si basa sulla trasparenza e sul rispetto reciproco”, e questo sicuramente, anche a distanza di anni, lascia il segno di un solido e produttivo percorso di formazione e di reciproco arricchimento.
A breve inizierà per i Musicalia un’estate densa di concerti e appuntamenti (il 27 giugno a Faicchio, il 10 luglio a Zagabria all’interno del “Summer festival”, una delle manifestazioni musicali più importanti della capitale croata, e poi un concerto a Folkest) ma l’esperienza imminente più importante e prestigiosa è senza dubbio quella a cui i Musicalia sono stati recentemente invitati a partecipare. Amerigo e Marcello Ciervo hanno infatti ricevuto l’invito dall’amico e grande estimatore Bau Graves, che ne è direttore esecutivo, a tenere per un mese, il prossimo anno, lezioni sulla musica popolare italiana presso la Old Town School of Folk di Chicago, la più grande scuola di musica etnica degli USA. Una meravigliosa opportunità, che li ha colti di sorpresa ed ha rappresentato un’ulteriore conferma dell’efficacia del loro lavoro. Dopo un tour nel New England e uno tra Maryland, Virginia e New Jersey, organizzati dallo stesso Graves, il quale ha definito i Musicalia “an Italian national treasure”, è ora la volta di quest’altra magnifica opportunità. “L’idea ci sembra fantastica” ci confessano. “La scuola di Chicago ha seimila alunni e circa trecento docenti. Stiamo già organizzandole lezioni con filmati, esempi live, foto, interazione con gli allievi e stiamo pensando alla seconda parte della richiesta di Bau, quella di organizzare uno scambio: alcuni docenti americani a insegnare qui, ai nostri giovani.”
Un altro progetto che sicuramente darà ai fratelli Ciervo grandissime soddisfazioni!
Audio
I Musicalia - Statte pur certa....
Link
www.imusicalia.it
Carlotta Nobile