Mensa scolastica 13/03/2018   19:26 1981

Vicenda mensa scolastica: si del TAR al panino da casa


L’assessore: «spetterà ora ai dirigenti scolastici gestire la doppia somministrazione». Mastella: «faremo ricorso al Consiglio di Stato ».

Il Tar Campania ha dato ragione ai genitori degli alunni sanniti. Il panino può, dunque, essere consumato dagli studenti. Bocciato, invece, il divieto di consumo dello stesso decretato dal sindaco Clemente Mastella nel giungo del 2017. Il sin«faremo ricorso al Consiglio di Statodaco, all’Ansa ha poi commentato: «Andremo avanti, faremo ricorso al Consiglio di Stato. Abbiamo 1100 iscritti al servizio mensa e l'offerta è gradita».

Ad intervenire sulla vicenda anche l’assessore all’Istruzione, Rossella Del Prete. «Questa Amministrazione – scrive la Del Prete – prende atto della sentenza emessa dal TAR Campania che accoglie il ricorso contro l’obbligatorietà di usufruire del servizio di ristorazione scolastica comunale. Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania si è definitivamente pronunciato in merito alla questione e, pur ritenendo apprezzabile l’obiettivo “di educazione alimentare” che si prefigge il regolamento, contesta l’aggravio logistico imposto alle famiglie degli alunni non aderenti nella disposizione di “prelevare il minore per il tempo necessario alla refezione e riaccompagnarlo all’inizio dell’orario delle attività pomeridiane secondo le indicazioni impartite dal dirigente scolastico».

La Del Prete va oltre. «La lettura della sentenza ci spinge ad alcune doverose considerazioni: se è vero che il servizio di ristorazione scolastica è un servizio pubblico a domanda individuale, attivabile – nell’ottica del TAR Campania – solo a seguito di richiesta degli interessati; è altresì vero che, ai fini della corretta erogazione del servizio stesso, il Comune possa attivare delle forme di garanzia del godimento collettivo del servizio, idonee ad un miglior rendimento dello stesso. Risulta difficile ipotizzare che vengano servite e gestite refezioni individuali e refezioni collettive all’interno dei medesimi locali (non sussistendo una pluralità di locali, per ciascun edificio scolastico, tale da garantire il mantenimento dell’autonomia e qualità del servizio comunale). Il TAR non nega le peculiarità della materia e le legittime preoccupazioni del Comune, ma effettua, nei fatti, un giudizio di prevalenza di libertà individuale. Come avevo già comunicato nella nota a margine dell’ultima riunione organizzativa tenuta con i Dirigenti Scolastici, la possibilità che il TAR annullasse gli effetti del Regolamento Comunale non era mai stata disattesa e la possibilità di gestire una mensa “promiscua” era già stata analizzata».

Poi spiega: «Spetterà ora ai dirigenti scolastici, proprio in virtù della loro sfera di autonomia, mai messa in discussione da questa Amministrazione, anzi, più volte ribadita, nel corso dei lavori svolti, soprattutto dalla sottoscritta, gestire la doppia somministrazione: quella del pasto domestico e quella della mensa comunale».

E conclude: «Per quanto riguarda il servizio di ristorazione comunale, data la qualità dei pasti, considerato il numero degli iscritti e valutata la sostenibilità economica per l’Ente Comunale, si ritiene possa soddisfare pienamente la domanda degli utenti cui è rivolto. E se, come lo stesso TAR Campania dice, gli utenti dovranno aderire con convinzione, in virtù di un proficuo passaparola (condizione che si è già verificata dal giorno in cui è partito il servizio di ristorazione offerto dalla Ristora Food& Service, lo scorso 21 febbraio), questa Amministrazione sarà ben lieta di poter offrire al totale degli iscritti al tempo pieno un servizio di ristorazione pubblica di qualità, nel rispetto delle sue funzioni socio-economiche e sanitarie e di servizio ai cittadini».

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