Benevento. Corso Garibaldi  27/09/2016   18:22 2635

Stop alle bici lungo Corso Garibaldi. I ciclisti sanniti incontrano il sindaco Mastella


Il divieto di transito delle biciclette lungo Corso Garibaldi aveva inscenato polemiche e proteste. Oggi l'incontro, collaborativo, tra il sindaco e i ciclisti.

Si è svolto quest’oggi dopo la chiusura di Corso Garibaldi al transito delle biciclette e polemiche delle scorse settimane un incontro tra il sindaco di Benevento, Clemente Mastella e rappresentanti dei ciclisti beneventani.  Incontro, nel quale gli stessi ciclisti hanno fatto sapere di aver “registrato un clima d'apertura da parte del sindaco, che si è detto intenzionato a migliorare la ciclabilità di Benevento”. Proprio per collaborare alla stesura di un piano di ciclabilità urbana i cicilisti hanno consegnato a Clemente Mastella delle nostre idee da poter mettere in pratica.

Si parte da un preambolo. “Chiediamo a tutte le forze politiche – scrivono – nessuna esclusa, e a tutti i cittadini di Benevento di delineare e sostenere con noi e con l’ausilio degli Uffici Tecnici del Comune un progetto concreto, sia pur graduale, di viabilità sostenibile nella città di Benevento; progetto che non può non trovare nel ciclismo urbano uno dei fulcri fondamentali, progetto che favorisca in ogni modo possibile e sicuro l’uso della bici per raggiungere il posto di lavoro, la scuola, i negozi e per ogni quotidiana incombenza. Chiediamo sostegno agli automobilisti: chi non può o non vuole usare la bici otterrà vantaggi innumerevoli dalla riduzione delle autovetture in circolazione. Chiediamo sostegno ai pedoni, ai quali è dovuto il massimo rispetto: a loro ci associamo nel chiedere un’intensificazione dei controlli per evitare il disturbo (e talvolta il pericolo) creato da discoli o, peggio, teppistelli in bicicletta che scorrazzano indisturbati nelle serate del fine settimana; nulla di più lontano dal ciclismo urbano”.

I ciclisti hanno anche fatto sapere che capiscono "l'esigenza di dare priorità alla sicurezza delle famiglie che passeggiano sul Corso nei fine settimana e per questo daremo al Comune e alle forze dell'ordine il tempo per reprimere il fenomeno degli ‘incivili’ che scorrazzano con bici elettrica spaventando i genitori. In questo lasso di tempo approfondiremo la tematica della ciclabilità urbana e presenteremo un piano dettagliato, in modo da poter collaborare con l'amministrazione”.

L’idea però è quella di, “rendere Benevento interamente ciclabile”, opportunità o necessità che sia sentita da tutte le città europee e che nasce, “dalla consapevolezza che l’uso della bicicletta favorisce la riduzione del traffico automobilistico, della produzione di polveri sottili e delle spese sanitarie a carico della collettività. Come dimostrato ampiamente in Danimarca, Olanda, Francia, Germania e Belgio, un uso massiccio della bicicletta contribuisce notevolmente al miglioramento delle condizioni di vita di tutti i cittadini, non solo di coloro che usano la bici, i quali godono anche di un miglioramento fisico e mentale, traendo benefici soprattutto alla circolazione e al cuore. Per ogni bici usata, infatti, c’è un’automobile in meno e, quindi, si libera spazio sia sulle strade cittadine che nei parcheggi pubblici. Ogni cittadino che usa la bici riduce di circa 7 kg la produzione annua di polvere sottili, ovvero di inquinamento. L’uso della bicicletta può portare alla riduzione del 60% delle spese sanitarie nazionali”.

Il punto però è quello della riapertura del Corso Garibaldi alle bici. “Attualmente – aggiungono – nel tessuto urbano della città di Benevento, il Corso Garibaldi rappresenta l’unica arteria dove poter pedalare in tutta sicurezza, ovvero senza entrare in contatto con le automobili. Si trova inoltre in posizione centrale, per cui il suo attraversamento favorisce spostamenti più rapidi e più sicuri. L’alternativa al Corso Garibaldi, infatti, è rappresentata da Via del Pomerio e da Via del Sole, il cui traffico costituisce un pericolo per il ciclista, il quale non solo respirerà un’aria meno salubre ma sarà anche motivo di ritardo ed intralcio per gli automobilisti”.

A questo si aggiunge la necessità di consentire l’attraversamento del Corso da parte delle bici per far sì che il centro storico di Benevento rimanga sull’itinerario ufficiale dell’EuroVelo 5, “l’itinerario ciclabile europeo che parte da Londra e si conclude a Brindisi e che vede già la presenza di molti cicloturisti stranieri. L’itinerario ufficiale, denominato ‘Ciclovia Rome Francigena’, rappresenta uno dei principali attrattori turistici emergenti ed è destinato a veder aumentare il numero di turisti, ma ha la necessità di poter passare “legalmente” sulle strade che lo compongono. Lo stesso itinerario della Via Francigena rientra in un progetto recentemente presentato dal Comune di Benevento”.

Perché non istituire una zona 30?. “Le cosiddette Zone 30 – fanno presente i ciclisti – sono zone urbane in cui il limite massimo è di 30 km/h per tutti i veicoli. Questo limite viene garantito dall’allestimento di dissuasori ed altri elementi rallentatori, di solito in prossimità di strisce pedonali. Il limite di circolazione di 30 km/h abbatte i rischi di incidente tra biciclette ed automobili e favorisce anche e soprattutto i pedoni, i quali rischiano anche loro molto di meno. Tali zone favoriscono la ciclabilità in quanto la differenza di velocità tra i veicoli è minima. Le zone possono essere arredate da segnaletica e rallentatori”.

Importante però sarebbe anche il collegamento tra la pista ciclabile di Pantano e la città. “Esiste da tempo un progetto di collegamento tra la stazione centrale di Benevento e la pista ciclabile di Pantano, sempre molto frequentata, ma che attualmente viene raggiunta con le automobili da molti che ne vogliono usufruire. Un collegamento consentirebbe ai ciclisti di raggiungerla senza uso di altri mezzi. Inoltre, essendo la pista ciclabile parte integrante dell’Eurovelo 5 (l’itinerario ciclabile europeo che parte da Londra e arriva a Brindisi passando da Benevento), un collegamento con la città favorirebbe la visita e la permanenza di cicloturisti europei in città”.

Non da meno, il ripristino della ciclabile di Acquafredda e collegamento con la città. “La pista ciclabile di contrada Acquafredda – concludono – mai aperta seppur ultimata molti anni or sono, potrebbe essere ripristinata e collegata alla città e a sua volta alla ciclabile di Pantano, in modo da creare un percorso ciclabile che favorirebbe l’uso della bici in sicurezza e in modo salutare, essendo le due piste paesaggistiche lunghe circa 10 km in totale. Tale eventuale percorso ciclabile rurale ed urbano, potrebbe andare a costituire una delle attrazioni turistiche dell’itinerario EuroVelo 5, per via delle bellezze naturali ed artistiche presenti in città e nel suo circondario, favorendo la crescita del turismo”. 

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