Il Quarto stato 01/05/2018   10:12 1050

Primo maggio, festa di diritti ancora da rivendicare


Oggi si festeggia il Primo Maggio, la festa del Lavoro e dei lavoratori, ma in Italia c’è poco da festeggiare: ancora troppe persone, infatti, riversano in condizioni di lavoro atipiche e precarie. Molte altre sono costrette a migrare.

8 ore di lavoro, 8 di svago, 8 per dormire”, questo lo slogan coniato nel 1855 che diede inizio a diverse battaglie messe in atto da lavoratori che chiedevano la riduzione della giornata lavorativa a otto ore.  L’episodio scatenante, tuttavia, avvenne a Chicago circa trent’anni dopo, quando fu indetto uno sciopero generale in tutti gli Stati Uniti al fine di ottenere condizioni di lavoro più “umane”. Gli scontri si protrassero per tre giorni, culminando in quello che sarebbe passato alla storia come il massacro di Haymarket, , uno dei più sanguinosi di sempre.

Le rivolte americane divennero un simbolo delle rivendicazioni operaie, di lavoratori che in quegli anni lottavano per ottenere condizioni lavorative migliori e turni meno estenuanti e si diffusero rapidamente in tutto il mondo, al punto da stabilire ufficialmente un giorno dedicato al lavoro. In Italia vi è un episodio molto significativo legato al primo maggio, la strage di Portella della Ginestra (1 maggio 1947): circa duemila contadini si erano riuniti per manifestare contro il latifondismo, ma un attacco armato deciso dalla mafia (con la complicità di chi aveva interesse nel reprimere la lotta) portò alla morte di undici persone (tra cui alcuni bambini) e al ferimento di altre 27. L’eccidio fu attribuito al bandito Salvatore Giuliano, ma non fu mai fatta chiarezza sulla vicenda.

Da oltre un secolo, dunque, il Primo maggio viene dedicato alla celebrazione dei lavoratori di tutto il mondo (pare, infatti, che la ricorrenza sia l’unica festa laica ad essere celebrata ovunque), ma, soprattutto per noi italiani, celebrare la festa sarà complicato, tanto per i cittadini quanto per le istituzioni.

Affrontare, infatti, la Festa del Lavoro in una Repubblica fondata sul lavoro mentre tutti i dati ci ricordano che il lavoro italiano scarseggia ed è malpagato sarà per tutti un doloroso fallimento, specialmente per chi non è stato in grado di tutelare i propri cittadini. Si ricordi che nel 2017 gli italiani trasferiti all'estero hanno superato i cinque milioni e il loro incremento è costante: più 3,6 per cento nel 2017 rispetto all'anno precedente, più 49,3 per cento negli ultimi dieci anni.

Oggi più che mai, dunque, gli scontri di Chicago sembrano essere attuali, soprattutto se si considerano le condizioni lavorative in cui, ancora, riversano numerosi lavoratori italiani (si pensi, ad esempio, al gruppo di maestri precari della scuola pubblica che da qualche giorno hanno iniziato lo sciopero della fame per opporsi al loro licenziamento e a quello di altre migliaia di docenti) e specialmente quest’anno gli eventi in programma sono numerosi.

Cgil, Cisl e Uil, infatti, hanno organizzato una manifestazione a Prato per riportare al centro dell’ attenzione l’aumento delle morti sul lavoro, all’ insegna dello slogan “La sicurezza è il cuore del lavoro”. Un ulteriore sciopero riguarderà anche numerosi commercianti che terranno chiusele proprie attività per ottenere un modello più sostenibile del commercio.

L’ultima segnalazione sugli eccessi a lavoro proviene dall’ Unione degli Studenti di Napoli, circa l’alternanza scuola – lavoro e riguarda alcuni studenti di un liceo che hanno denunciato di essere costretti a lavorare come guide turistiche anche per il primo maggio.

Carmen Chiara Camarca

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