Accorciamo le distanze - presentazione dello sportello di ascolto della Procura di Benevento contro i reati di violenza 15/03/2018   21:37 2145

Presentato lo sportello di ascolto della Procura di Benevento per le vittime di violenza


“Accorciamo le distanze”. Nasce a Benevento lo “Spazio Ascolto” per le vittime di violenza e per le tutte le vittime vulnerabili.

Si dice fiero dell’iniziativa il procuratore Aldo Policastro che, mentre annuncia l’iniziativa di cui si è fatto promotore, si augura anche di vederne presto la chiusura: “Spero che in un prossimo futuro non ci sia più bisogno del punto di ascolto, a significare che il presidio avrà esaurito la propria ragion d’essere e che non vi saranno più episodi di violenza”. I dati, purtroppo, al momento non sono confortanti e si confida, invece, in una lunga attività del presidio, alloggiato presso la Procura della Repubblica.

A fornirli è lo stesso procuratore, che riferisce di circa 800 casi di reati contro le donne. Ma altri ancora sono annoverati e attengono a violenze contro emigrati, minori e disabili. Tanti i nomi di spicco venuti a testimoniare dell’opportunità dell’iniziativa, che il giudice Sergio Pezza definisce “la Primavera della città di Benevento”, sottolineando come il potere della magistratura vada inteso come capacità di fornire un servizio pubblico, capace di collocarsi nella giusta angolatura: accanto al cittadino, non al di sopra di esso. Quella stessa magistratura che, nelle parole di Antonio Gialanella della procura generale di Napoli, non può esimersi dal sostegno alla parità sociale e all’uguaglianza, secondo i dettami dell’art. 3 della nostra Costituzione. Ben vengano, dunque, le iniziative promosse, anche solo per riferire di problematiche sociali, nell’auspicio di Antonio Leone, Consigliere delegato dell’ordine degli avvocati di Benevento o anche in riferimento alla nuova casa- famiglia per donne, come ha ricordato il prefetto Paola Galeone. Il sindaco Mastella si augura che si possa istituire un tavolo interistituzionale per una sinergia operativa e concreta. 

I lavori procedono con due tavoli di confronto, cui siedono Miriam Lapalorcia, sostituto procuratore e responsabile dello Spazio Ascolto presso la Procura della Repubblica di Benevento, Carmen Festa, della Coopertiva E.V.A., Monica dello Grosso, presidente della Camera Penale di Benevento. Del secondo fanno parte il questore di Benevento Giuseppe Bellassai, Lella Paladino, presidente D.i.re.; Marcella Pizzillo, sostituto procuratore della Procura di Benevento, Chiara Marciani, assessore alla Regione Campania per le Pari Opportunità. Ha concluso Alessandro Puel, comandante provinciale dei carabinieri di Benevento.

Le parole si sono rincorse e ripetute tra i relatori. Sinergia, cooperazione tra le varie forze in campo: istituzioni, associazioni, psicologi, singoli cittadini. Occorre fare rete per provare a raccogliere i primi risultati presso il Punto Ascolto della Procura di Benevento. Fare rete è anche poter contare su una rete di informazioni tra le procure italiane. Professionalità è una delle parole conseguenti al fare rete e tra le più citate: ciascuno nel proprio ruolo professionale, implementato in corsi e percorsi di formazione, può fare la differenza nell’approccio al tema della violenza, perché si superi la cosiddetta “vittimizzazione secondaria”, lamentata da Donatella Palumbo, Segretario ANM- sottosezione di Benevento.

Quanto più si è precisi e professionali nel registrare l’evento delittuoso, anche con eventuale incidente probatorio, tanto più si eviterà di sottoporre la vittima al continuo, straziante, ripercorrere dell’evento doloroso dinanzi a figure di garanzia o nei vari gradi di giudizio. Ancora, troppo, c’è ancora da fare se, come riferisce Bellassai, nel 1970 le vittime furono 150 e nel 2016 se ne sono contate 150”.

Lella Palladino auspica un cambio della cultura giuridica, per dare maggiore fiducia alle donne che denunciano; una maggiore omogeneità dei punti d’ascolto lungo la penisola, perché non subiscano una “vittimizzazione di ritorno” e trovino supporto psicologico, sociale, ma anche economico per la svolta. I temi caldi, e a tratti angoscianti, sono stati intervallati da due intermezzi musicali, il primo a cura della jazz band del Conservatorio di Benevento, il secondo dalla voce graffiante di Pietra Montecorvino.

Sonia Caputo

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