Casa circondariale di Benevento 08/10/2018   15:39 1140

Il carcere di Benevento sbarca in Europa: tra le big anche la Casa Circondariale sannita


Il prossimo 11 e 12 ottobre ci sarà la presentazione ufficiale del progetto presso l’Università Paul Valérydi Montpellier.

Si conclude con una nota positiva la collaborazione, iniziata un anno fa, tra Francia, Italia e Romania. Lo scorso anno, infatti, la dott.ssa Manuela Cardone, arrivata in missione in Francia,dall’università degli Studi di Salerno, ha abbracciato l’idea di lavorare ad unprogetto europeo inerente l'uso di strumenti digitaliper l'apprendimento in prigione.

L’Università Paul Valéry di Montpellier, con il gruppo di ricerca “Interactions et Technologies Éducativesen Environnement Carcéral” (ITEEC), UMR Praxiling - sezione del CNRS - si è mostrata fin da subito interessata al coinvolgimento del carcere di Beneventonel progetto, conquistando così l’interesse di tutta l’area educativa edirigenziale dell’istituto, del DAP e del Ministero della giustizia, che hannofavorito questa opportunità di crescita e di confronto.

Tra i partner ufficiali l’associazione Antigone (Italia) - impegnata da anni per la tutela dei diritti e di tutte legaranzie dei detenuti in carcere, anche attraverso la raccolta e ladivulgazione di informazioni sulla realtà carceraria - e ilCentrul Pentru Promovarea Invatari Permanente (Romania). Da questa unione nasce oggi la partnership SPOC (Small Private Offline Courses in Prison), formata daistituzioni particolarmente preoccupate per il diritto all'educazione deidetenuti.

"L’esperimento - spiega - prende vita da consapevolezze importanti: oggi viviamo nell'era digitale e non dare la possibilitàai detenuti di apprendere questa nuova pratica implica un ostacolo per il loroinserimento in società quando usciranno di prigione. Tale principio risponde apieno a quanto sostenuto dalla Convenzione europea sui diritti umani «Iprigionieri, legalmente detenuti, continuano a godere di tutti i diritti e lelibertà fondamentali garantite, ad eccezione del diritto alla libertà. Hannoquindi il diritto all'istruzione garantito dall'articolo 2 del Protocollo n.1.». Il contesto carcerario ècomplesso poiché, anche se le carceri sono dotate di strumenti digitali, non èpossibile fornire ai detenuti libero accesso ad Internet (a causa della lorocondizione di privazione della libertà). Tuttavia, le parti in causa hannoritenuto essenziale trovare un compromesso che consenta ai detenuti di nonessere completamente sconnessi dagli sviluppi digitali della società, rimanendocoerenti con gli obblighi penitenziari. Infatti, il progetto SPOC, tenendoconto dei problemi legati alla prigione, fornisce una soluzione offrendo corsidi formazione attraverso strumenti digitali offline". La partnership offrirà,dunque, una formazione verso un gruppo pilota di detenuti nel carcere diBenevento - unico carcere coinvolto nel progetto e rappresentato in Europa dalla dott.ssa Cardone.  La motivazione a partecipare sarà stimolata attraverso il diretto coinvolgimento dei detenuti in diverseattività prima e dopo il percorso formativo (workshop, valutazione,certificazione, ecc.), e le abilità da loro acquisite saranno riutilizzabili inmolti contesti per il loro reinserimento futuro".

Il prossimo 11 e 12 ottobre ci sarà la presentazione ufficiale del progetto presso l’Università Paul Valérydi Montpellier, alla quale parteciperanno i due partner italiani, Antigone e la Casa Circondariale di Benevento.

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