07/03/2007   20:41 4368

Con Galliano mani sicure per il Benevento Calcio


Una volta entrava in campo con un secchio d’acqua e una spugna. Un po’ di refrigerio al calciatore e via, di nuovo ai bordi del terreno di gioco. Era il massaggiatore, da sempre figura preziosa e indispensabile nel mondo del calcio. Le cose sono cambiate: oggi, c’è il fisioterapista. Come Ernesto Galliano che dal 1998 lo è dei giallorossi. Ci ha ospitato allo stadio Santa Colomba, nei meandri dello spogliatoio, dove c’è una stanza, croce e delizia dei giocatori. Un lettino per i massaggi, spesso un confessionale…

“Nella distinta da consegnare all’arbitro - ha esordito Galliano - c’è scritto ancora massaggiatore. E’ una figura che, però, si è evoluta, di pari passo con il mondo del calcio: è più attenta alle esigenze del calciatore. Siamo tecnici della riabilitazione, operatori sanitari: la dicitura giusta è massofisioterapista. Prima era un’esperienza fatta in casa, si apprendeva sul campo e si tramandava, un’eredità… Ora c’è più professionalità: si studia e ci si aggiorna sempre per essere preparati”.
Qual è il suo ruolo nello spogliatoio?
"Lavoro in un’equipe, in uno staff, composto dal medico sociale Sergio Zotti e dal preparatore atletico Armando Fucci. Costituisco l’interfaccia per l’atleta le cui condizioni vengono poi sottoposte all’attenzione del preparatore atletico e dell’allenatore, mentre il medico vaglia la cura migliore. Personalmente, il rapporto con i calciatori è andato sempre al di là di quello lavorativo. Si affrontano, insieme, anche i problemi personali, se ne parla, ci si scambia consigli. Insomma, fuori dal campo siamo amici, si va a cena insieme. Ma dentro lo spogliatoio tutti sono uguali. Fino a un po’di tempo fa, il massaggio sul lettino era prerogativa dei giocatori più “anziani” o più importanti: ora non c’è più questa regola non scritta".
Come si articola il suo lavoro?
"Dura 24 ore al giorno, praticamente, sette giorni su sette. Non termina, infatti, sul campo, con gli allenamenti. Ricordo che una volta Emiliano Dei mi chiamò alle tre della notte perché aveva dolore al ginocchio… ".
Cosa si fa prima della partita, quando la squadra giunge allo stadio?
"Arriviamo all’incirca un’ora e mezza prima della gara. Il mio lavoro dura una ventina di minuti, i tempi sono ristretti. I giocatori si cambiano, poi, assecondo le loro esigenze: bendaggio (detto taping), massaggi. Ogni calciatore ha propri bisogni, quindi già so come operare".
Il fisioterapista entra di solito in campo durante la partita insieme al medico quando c’è un infortunio. C’è poco tempo per prestare le cure, qual è il segreto?
"Un buon feeling con il medico, innanzitutto. Si chiede al ragazzo quale zona sia interessata dal dolore. Si praticano, poi, veloci manovre alle articolazioni o si palpa la zona dolorante, se si tratta di infortunio muscolare. Si applica, poi, solitamente, del ghiaccio istantaneo misto all’acqua. Sì, la famosa acqua santa… altro non è che semplicissima acqua che riesce a lenire il dolore, raffreddando la parte interessata".
L’episodio più bello e più brutto che ricorda di questi 9 anni trascorsi nel Benevento…
"Di belli ce ne sono tantissimi: i primi che mi tornano in mente sono la vittoria del campionato di C2 nel ’99 e quel fantastico gol di Mariani che ci regalò la salvezza a cinque minuti dalla fine nel 2001. Il più brutto è stato, senz’altro, l’infortunio di Stefano Mastroianni (arresto cardiaco dopo uno scontro di gioco in Benevento - Gualdo nel 2000, NDR). Ancora oggi cerco di dimenticare quei momenti, ma non ci riesco. Furono attimi terribili e interminabili. Stefano stava per ingoiare la lingua, non riuscivo a tirargliela fuori perché era scivolosa. Ci pensò Emiliano Dei con i suoi guantoni a cacciarla fuori dalla gola. Così praticai il mio primo – e fortunatamente unico al momento – massaggio cardiaco in campo. Non so chi mi ha aiutato in quei momenti ad avere la freddezza necessaria. Quando tornai in panchina, mi tremavano le gambe".

Ernesto Galliano, 33 anni, beneventano, è sposato con Monica e ha due figli: Alessandra di 3 anni e Lorenzo che ha compiuto un anno, lo scorso 5 febbraio. Si è laureato in Fisioterapia, all’Università di Chieti, nel 2005. La sua è una famiglia di sportivi molto nota in città. Suo zio Giuseppe, fratello del papà Cosimo, ha avviato figli e nipoti alla pratica del sollevamento pesi. Quattro i figli di Giuseppe: Saverio, Pierpaolo, Danilo e Christian, quest’ultimo è calciatore e ha vinto il campionato di C2 col Benevento nel 1999. Christian Galliano, attualmente, gioca nella Nocerina. Anche Ernesto, come suo fratello Gianluca (ora nelle Fiamme Oro della Polizia di Stato) da ragazzo ha vinto titoli italiani nel sollevamento pesi e gareggiato anche all’estero. Si è dedicato, in seguito, completamente, al lavoro di fisioterapista.
Roberto Russo

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