Studenti assemblea 12/11/2018   11:31 1039

16 novembre, studenti in piazza: ecco l'appello alle realtà territoriali


La manifestazione comincerà alle ore 9.00 in Piazza Risorgimento e si concluderà con una grande assemblea pubblica.

Il 9 novembre scorso si è tenuta un'assemblea studentesca presso il L@p Asilo 31 che ha visto una importante e consistente partecipazione degli studenti e dei rappresentanti di istituto di tutti le scuole della città e di alcuni paesi della provincia per ribadire l'importanza di scendere in piazza il giorno 16 novembre, giornata di mobilitazione nazionale, contro il decreto sicurezza, per una messa in sicurezza degli istituti scolastici, contro il totale disinteresse del governo Giallo – Verde alla politiche volte alla formazione, all'istruzione e alla difesa del diritto alla studio.

"Facendo tesoro dell'importante manifestazione del 12 ottobre - spiegano dal Collettivo Studentesco Clandestinamente - che ha visto la partecipazione di numerosi studenti e di tante realtà dell'associazionismo laico e cattolico cittadino, del sindacalismo di base in rappresentanza dei lavoratori degli ex centri Cas, dei senza casa, dei migranti abbiamo deciso di rinnovare le stesse modalità di azione che hanno caratterizzato quella importante manifestazione. Facciamo ancora una volta appello a tali realtà a partecipare alla manifestazione del 16 novembre e di ribadire ancora una volta il nostro impegno verso la
costruzione di una scuola e una società inclusive, solidali, aperte, contro ogni forma di intolleranza, odio, esclusione. Facciamo appello ai migranti ospiti dei centri della provincia, ai lavoratori degli ex centri Cas, agli operatori degli Sprar e al mondo che lavora in maniera degna all'accoglienza, all'integrazione e all'inclusione, al mondo dell'associazionismo per costruire una seconda mobilitazione cittadina che esprima la propria contrarietà al governo Giallo – Verde".

La manifestazione comincerà alle ore 9.00 in Piazza Risorgimento e si concluderà con una grande assemblea pubblica. per proseguire in Viale dei Rettori, Piazza Castello, Viale Atlantici, Via Ferrelli, Viale Mellusi e Piazza Risorgimento dove si concluderà con un'assemblea pubblica studentesca. In apertura della manifestazione ci saranno tutte le realtà studentesche che sfileranno in maniera unitaria e senza alcuna divisione e che spiegheranno i motivi della protesta legati sia al decreto sicurezza che alla condizione vissuta dal sistema formativo pubblico nel nostro paese. Dietro lo spezzone studentesco iniziale ci saranno le tante realtà sociali e del mondo dell'associazionismo che hanno già dato adesione alla piattaforma di lotta e alla manifestazione. 

Questo l'appello

"La manifestazione è l'espressione di un disagio: i cittadini all'interno di un corteo si pongono come promotori di un dissenso non sentendosi rappresentati da azioni politiche o sociali di una determinata fase storica. Dubitiamo che la maggioranza degli individui voglia realmente riconoscersi in quei concetti quali il disprezzo nei confronti del diverso e del più debole, in quell'odio fomentato da discorsi politici ed azioni di governo superficiali e bigotte il cui successo fonda le sue radici nella paura dei cittadini. La conseguenza è che spesso si punta il dito verso il bersaglio sbagliato: prendersela con la categoria più fragile della società è la strategia più conveniente ed elettoralmente più efficace grazie anche all'ausilio dei social, nuovi mezzi di propaganda spesso subdoli e manipolatori che trasformano la disinformazione in verità assoluta. Nel nostro paese ormai dilaga questa strategia del consenso che vede nel migrante e nel fenomeno dell'immigrazione la causa di tutti i mali, dell'insicurezza economica e del diffondersi della criminalità. Ad un giorno della Festa internazionale dello Studente riteniamo doveroso da cittadini e portatori di diritti essere presenti in piazza il 16 novembre contro il decreto sicurezza, a fianco degli ultimi e degli emarginati con la consapevolezza che il benessere sociale non si ottiene colpendo i più poveri bensì garantendo a quest'ultimi diritti sociali e di cittadinanza. Una mobilitazione volta non solo alla messa in discussione di un decreto inutile che genererà ulteriore emergenza, insicurezza e clandestinità ma anche al totale disinteresse del nostro governo verso l'ambito dell'istruzione, emerso dall'assenza di reali riforme scolastiche all'interno del contratto giallo-verde. Se da un lato appare positiva la volontà di abolire l'alternanza scuola – lavoro, dall'altro scompaiono dal Def forme di investimenti nella formazione e nella ricerca, sacrificati a favore di riforme come condoni e flat-tax: per assurdo viene privato di risorse uno dei più importanti settore il cui ruolo, essenziale per la formazione dell'individuo e quindi per la consapevolezza di se stessi e il riconoscimento particolare dell'altro, dovrebbe, per primo, essere stabilmente finanziato. Inoltre, deleteria potrebbe essere l'amplificazione delle tendenze regionaliste e della conseguente frammentazione già presente tra le scuole appartenenti alle regioni economicamente stabili e quelle instabili che storicamente dividono a metà il nostro paese (regioni sviluppate, più ricche= scuole attrezzate; regioni in difficoltà, più povere= scuole meno all'avanguardia). L'esempio della Germania dovrebbe servire da monito: l'assetto federale tedesco in ambito scolastico determina la crescita della diseguaglianza sociale del paese; le differenze istituzionali tra i Lander accentuano i divari sociali, dovuti a sistemi di tracking e differenze di reddito, istruzione e cittadinanza,dinamiche sempre più presenti anche in Italia. Questa scarsa considerazione per la scuola dà voce al vero obiettivo di questo governo a trazione leghista: la fine dei contratti nazionali a favore dei contratti regionali. Sentiamoci vicini a questi temi perchè l'inerzia e l'indifferenza non faranno altro che essere funzionali alla crisi che sta subendo la nostra
società, moralmente discutibile ma possibilmente risanabile tramite l'interesse verso ciò che ci circonda e la consapevolezza che, forse, le condizioni in cui viviamo possono essere ribaltate".

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